Fonte: it.wikipedia.org
Finalmente abbiamo trovato il logo per il blog! Avevamo pensato di tutto ma alla fine dopo lunghi mesi di ricerche abbiamo preso la decisione definitiva: la Caveja.
La Caveja è considerata per eccellenza il simbolo della Romagna; questa parola romagnola proviene dalla tradizione contadina, ed indica un'asta d'acciaio saldata ad un apice (pagella) decorata con “anelli musicali” e immagini simboliche. I simboli più diffusi, inseriti fra elementi decorativi, erano quelli del gallo, della mezzaluna, del Sole, dell'Aquila e alcuni simboli cristiani, tra cui la Croce e la Colomba.
La Caveja serviva a bloccare il giogo, trainato dai buoi, al timone dell'aratro o del carro, per evitare che il timone slittasse in caso di rallentamento improvviso. La Caveja era (ed è tuttora) uno dei tanti motivi decorativi utilizzati nella stampa a ruggine dei tessuti, tipica della tradizione romagnola.
Il significato
L'immagine della Caveja è nota a tutti i Romagnoli, ma pochi sanno che cosa in realtà essa rappresenti. Con il passare del tempo, le forti tradizioni scaramantico-religiose fecero sì che la Caveja assumesse nella cultura popolare il ruolo di oggetto magico, con proprietà propiziatorie. Frequente era il suo uso infatti in rituali specifici – ad esempio – per scongiurare l'arrivo di temporali o altre intemperie, per proteggere i campi e il raccolto, per prevedere il sesso dei nascituri, per attirare o catturare le api, o perfino per liberare qualcuno che si ritenesse colpito dalla "fattura"; inoltre veniva impiegata, sempre a fini propiziatori, nelle case degli sposi novelli. Durante la Settimana Santa, inoltre, gli anelli della Caveja venivano legati dal Giovedì fino al Sabato Santo, come avveniva per le campane delle chiese.
Utilizzo
Al giorno d'oggi, questo simbolo è un'immagine ancora molto diffusa. Molte imprese romagnole (in modo particolare – ma non soltanto – quelle prettamente legate al loro territorio, come ad es. ristoranti, alberghi o attività artigiane), utilizzano come proprio logo la stessa Caveja, oppure un suo particolare o una sua rielaborazione grafica.
L'immagine della Caveja è nota a tutti i Romagnoli, ma pochi sanno che cosa in realtà essa rappresenti. Con il passare del tempo, le forti tradizioni scaramantico-religiose fecero sì che la Caveja assumesse nella cultura popolare il ruolo di oggetto magico, con proprietà propiziatorie. Frequente era il suo uso infatti in rituali specifici – ad esempio – per scongiurare l'arrivo di temporali o altre intemperie, per proteggere i campi e il raccolto, per prevedere il sesso dei nascituri, per attirare o catturare le api, o perfino per liberare qualcuno che si ritenesse colpito dalla "fattura"; inoltre veniva impiegata, sempre a fini propiziatori, nelle case degli sposi novelli. Durante la Settimana Santa, inoltre, gli anelli della Caveja venivano legati dal Giovedì fino al Sabato Santo, come avveniva per le campane delle chiese.
Utilizzo
Al giorno d'oggi, questo simbolo è un'immagine ancora molto diffusa. Molte imprese romagnole (in modo particolare – ma non soltanto – quelle prettamente legate al loro territorio, come ad es. ristoranti, alberghi o attività artigiane), utilizzano come proprio logo la stessa Caveja, oppure un suo particolare o una sua rielaborazione grafica.
Perchè questa scelta
All'inizio eravamo orientati verso nuovi loghi da creare a nostro piacimento, riprendendo la filosofia del blog rimanendo comunque improntati fortemente sul territorio. Siamo Romagnoli D.O.C. e pertanto bisognava trovare un simbolo tradizionale che richiamasse la cultura di un tempo, la nostra, quella della Romagna. L'idea è quella di legare il passato con il presente rivolti ad un futuro migliore (si spera). Noi vogliamo creare con questo un ponte fra vecchio e nuovo, un tema molto attuale che spesso però viene del tutto ignorato; tradizione e innovazione concepiti come un'unica cosa, cuciti nel tessuto digitale della rete. Il divario digitale "Digital Divide" dato appunto dalle nuove tecnologie non deve più essere inteso come tale ma deve essere volto a favore di tutti noi, anziani e giovani, politici e assessori, sindaci e cittadini permettendo a chiunque di poter usufruire di queste nuove potenzialità digitali. Noi pensiamo che in questo il Comune sia il primo chiamato in causa, in cui esso debba provvedere a pareggiare questi dislivelli tramite servizi mirati. Trasformare il "Digital divide" in "digital Opportunity".
Il Proverbio
Un proverbio popolare d'uso comune del folklore locale sostiene che si possa riconoscere il confine fra l'Emilia e la Romagna semplicemente chiedendo da bere presso una casa. Se si riceve dell'acqua si è in Emilia, se invece offrono del vino si è giunti in Romagna. Il motivo è capibile solo conoscendo il carattere aperto dei romagnoli che danno all'ospitalità un valore morale; i contadini di una volta durante la settimana bevevano acqua ed il vino era servito solo nei giorni di festa; questo per dire che l'arrivo di un ospite è per il romagnolo autentico un evento festoso.









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